La Musicoterapia in gravidanza

L’universo sonoro dell’individuo, che prende forma fin dalla vita intrauterina, è un mondo profondo, che ha molta importanza nella costruzione dell’identità e delle relazioni primarie. L’apparato uditivo è formato dalla ventiquattresima settimana di gestazione, e il feto percepisce gli stimoli acustici, ai quali reagisce verso il settimo mese di gravidanza.

Gli stimoli sonori, però, non vengono percepiti solo attraverso l’apparato uditivo fetale, ma anche tramite la pressione che le vibrazioni sonore esercitano sul corpo attraverso il liquido amniotico: una sono-somestesia che comprende sia la percezione ossea che quella tattile, e che forma una memoria del corpo attraverso le esperienze sonore del battito cardiaco, del respiro, dei vari tessuti, riferite sia al proprio corpo che a quello della madre.

In particolare la voce della madre, fin dalla gestazione, attraverso le sue caratteristiche musicali (ritmo, melodia, timbro), ha un significato fondamentale, non solo dal punto di vista emotivo e affettivo, ma anche nello sviluppo del sistema neurovegetativo e delle strutture cerebrali del feto: grazie alla voce si realizza una stimolazione in utero capace di predisporre funzionalmente il bambino alla acquisizione del linguaggio verbale. Inoltre, tutto il “panorama sonoro” che gravita intorno alla gestante, e quindi al nascituro, accompagna il processo di crescita di quest’ultimo, incluso il “gruppo vocale familiare”, tra cui spicca la voce del padre, il quale può dare un contributo importante allo sviluppo del feto.

Da queste premesse, dimostrate dalla ricerca scientifica e neuroscientifica degli ultimi decenni, si evince come i suoni e la musica siano un mezzo di comunicazione privilegiato con il “bambino che verrà” che può aiutare la mamma, e la coppia genitoriale, a costruire, in modo consapevole a attivo, “l’incontro” con la nuova vita: «come due esseri che si conoscono da tanto tempo e non hanno mai smesso di amarsi» (Relier J., 1993).

La Musicoterapia in gravidanza

La musica, in tutte le sue componenti, è un canale privilegiato della comunicazione non verbale materno-fetale e l’artefice della costruzione prenatale dei requisiti della comunicazione umana. Il suono, il ritmo e il movimento facilitano l’instaurarsi del rapporto primario, che si costituisce ascoltando i movimenti spontanei del feto, segno dell’esistenza di una sua identità autonoma e indipendente.

L’approccio musicoterapico, utilizzando la comunicazione sonoro-musicale non verbale, da sempre favorisce la socializzazione, l’apprendimento e l’espressione, in un’ottica dinamico-evolutiva, che sono le caratteristiche fondamentali delle prime forme di relazione e comunicazione che si costituiscono proprio nel periodo intrauterino attraverso il suono-ritmo-movimento.

Il paradigma proprio della Musicoterapia, ovvero suono-ritmo-movimento, fa parte dell’esperienza di vita fin dalla sua origine, ed è una forma attraverso cui il feto percepisce se stesso e l’ambiente e attraverso cui occorre passare per poter comunicare con lui. Guidando la madre alla consapevolezza di questo medium e arricchendo il suo linguaggio di movimenti-suoni-ritmi, il musicoterapeuta qualificato, favorisce la costruzione della relazione tra madre e bambino, facilita la comunicazione tra la diade, e aiuta  lo sviluppo dell’universo percettivo del nascituro.

In particolare, l’esperienza del canto in gravidanza, oltre a essere un canale di interazione diretto e privilegiato con il bambino, favorisce i processi di simbolizzazione e di attivazione energetica ed emotiva nella madre, permettendole di creare spazi mentali con e per il bambino, caratterizzati da equilibrio e armonia, di esprimere i suoi stati emotivi relativi alla gestazione, e di rivisitare i propri vissuti, al fine di ridefinire gli spazi interni ed esterni al corpo che si modifica, e prepararsi ad accogliere il nuovo nato. In questo percorso, il coinvolgimento della voce del padre nel canto permette a quest’ultimo di entrare in sintonia con i vissuti materni e del feto, di farsi conoscere e riconoscere, di contribuire allo sviluppo del bambino, di sentirsi incluso nel processo generativo, il tutto attraverso le modalità ludiche insite nell’attività vocale e musicale.

Finalità e obiettivi della musicoterapia in gravidanza

La finalità principale di un percorso di Musicoterapia in gravidanza è quella di aiutare la madre e la coppia genitoriale a vivere in modo consapevole e sereno l’esperienza della nascita e a instaurare fin dall’inizio una comunicazione positiva con il bambino.

In particolare, gli obiettivi del percorso sono:

  • instaurare un contatto con il proprio bambino, imparando ad ascoltare le sue risposte agli stimoli sonori e a comunicare con lui;
  • espressione di Sé e del proprio stato emotivo dovuto ai normali cambiamenti fisici e psicologici che si presentano in gravidanza;
  • favorire il rilassamento, utile sia durante la gestazione che al momento del travaglio;
  • facilitare la scoperta di un proprio modo di rivolgersi al bambino attraverso la ricerca di ninne-nanne e filastrocche, cantate sia dalla madre che dalla coppia genitoriale.

Le tecniche musicoterapiche in gravidanza

Nei percorsi di Musicoterapia in gravidanza sono utilizzate diverse tecniche sia di Musicoterapia attiva che di Musicoterapia recettiva. In particolare, considerando la via di comunicazione privilegiata tra madre e nascituro, ovvero la voce e il corpo della madre, si possono utilizzare il canto e la vocalità, e il movimento con la musica.

A seconda del tipo di percorso, individuale o di gruppo, si possono utilizzare tecniche di songwriting; la costruzione di un repertorio di ninne-nanne e filastrocche da cantare, anche insieme all’altro genitore, sia durante la gestazione che dopo la nascita; la creazione di una playlist guidata dal musicoterapeuta per il rilassamento, che potrà essere utilizzata in diversi momenti, anche durante il parto.

Un percorso di scoperta della propria voce all’interno del percorso di Musicoterapia in gravidanza, può essere molto utile sotto diversi punti di vista in quanto permette alla gestante di: acquisire tenciche di respirazione diaframmatica utili durante il travaglio; (ri)scoprire la propria voce, superando le inibizioni, mezzo prezioso di comunicazione con il proprio bambino; favorire la relazione tra il nascituro e l’altro genitore, coinvolgendo quest’ultimo nel canto.

Approccio metodologico

Nel progettare i miei interventi per un percorso di Musicoterapia in gravidanza, come musicoterapeuta mi baso su determinati orientamenti teorici e metodologici, di seguito brevemente descritti:

  • Evidence Based Music Therapy (Mace et al., 2001; Vink et al., 2003; Abrams, 2010; Raglio, 2015): che prevede una serie di step replicabili riguardo alla valutazione dell’idoneità e del consenso dell’utente al trattamento, un monitoraggio costante del percorso, e la definizione di obiettivi specifici sia clinici che musicoterapici;
  • Il modello di Musicoterapia benenzoniano (Benenzon, 1984; 2006): è un modello che si basa sul concetto di Identità Sonora (ISO), ovvero l’insieme dei fenomeni sonori interni ed esterni che caratterizzano l’individuo, sull’improvvisazione sonoro-musicale, e sulla comunicazione non verbale.

Conclusioni

Un percorso di Musicoterapia in gravidanza consente a entrambi i genitore di costruire fin da subito una relazione profonda con il proprio bambino, favorisce la consapevolezza di sé e aiuta la coppia genitoriale a prepararsi serenamente all’accoglienza del nuovo nato. Inoltre, gli stimoli musicali fin dalla gestazione favoriscono lo sviluppo del sistema nervoso fetale.

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    Bibliografia

    Anzieu, D. (1994). L’io pelle. Roma: Borla.

    Benenzon, R. O. (2011) 5^ edizione. Manuale di musicoterapia. Roma: Edizioni Borla.

    Benassi, E. (2019). Partorire cantando. Pavia: Bonomi Editore.

    Filippa, M., Devouche, E., Arioni, C., Imberty, M., & Gratier, M. (2013). Live maternal speech and singing have beneficial effects on hospitalized preterm infants. Acta Paediatrica, 102(10), 1017–1020.

    Manarolo, G. (2006). Manuale di Musicoterapia. Torino: Edizioni Cosmopolis.

    Manarolo, G., & Borghesi, M. (2004). Musica et Terapia. Quaderni italiani di Musicoterapia. Torino: Edizioni Cosmopolis.

    Relier, J., Amarlo prima che nasca, Firenze: Le lettere, 1993.

    Tomatis, A. (2009). La notte uterina. Milano: Red Edizioni.


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